| E tu dov'eri quaranta giorni fa? 40 Days non ti farà scoprire musica nuova. Racconta soltanto di un giorno in cui l'estate insieme comincia e finisce. Riavvolge un nastro nel giorno del mio compleanno e io premo play. Vorrei scrivere qui tutte le parole banali e appiccicose di queste canzoni, ma mi limito a rimandarti ad esse. Descrivono quelle situazioni con una sensazione costante di scostamento, temporale, geografico, persino sonoro. Gli uni cantano le canzoni degli altri, mentre io non sono qui. E quelle canzoni parlano di sorrisi e di nuotate sotto un cielo quasi piovoso, dei New Order suonati con la chitarra davanti ad un falò o forse soltanto immaginati così sul bagnasciuga, dei baretti col karaoke in riva al mare e delle nuvole rosse e veloci che danno spettacolo con le stelle cadenti sul tuo terrazzo. E poi le porte che si chiudono, la macchina che parte e corre sull'autostrada. E quella spiacevole sensazione di gelato spiaccicato tra le dita, come dicevi tu un'altra volta. Le onde ci trascinano via e poi ci riportano indietro. E tutto quello che non ci va sarà cancellato come in una stupida canzone degli anni Sessanta di Franco I e Franco IV. |